venerdì 25 aprile 2014

25 APRILE ORA E SEMPRE RESISTENZA

25 APRILE ORA E SEMPRE RESISTENZA
PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE

Corteo ore 9.30 da metro Colosseo fino a Porta s.Paolo
partecipate numerosi
per i nostri iscritti e simpatizzanti appuntamento dietro 
lo striscione della sezione Anpi Trullo-Magliana Franco Bartolini


BATTERSI PER LA COSTITUZIONE


Il progetto di smontare la nostra Costituzione, unica garanzia di equità sociale, subisce una forte accelerazione proprio con il Governo di centrosinistra Renzi attraverso:

La progettata “riforma del Senato“ che è sintomo di un ulteriore restringimento degli spazi di democrazia accentrando tutti poteri su una sola Camera senza possibilità di equilibrare posizioni dettate dal decisionismo e dagli interessi del capitale transnazionale degli oligarchi. Costituisce un duro colpo ai principi ed ai valori costituzionali non rispondendo altresì al tanto sbandierato risparmio in termini di soldi per lo Stato.

L'Italicum, l'infausto nome dato alla nuova legge elettorale, già approvata dalla Camera, ripropone gli stessi vizi incostituzionali del “Porcellum“ con le liste bloccate, l'alta percentuale di sbarramento, il premio di maggioranza, nessuna preferenza, nessuna parità di genere. Esso tende a imporre un bipartitismo forzato e a trasformare una minoranza di voti in una maggioranza di seggi in mano ad un partito unico. Si vuole così eliminare ogni forma di opposizione istituzionale alle politiche padronali e antipopolari imposte da BCE-FMI-UE. Una legge peggiore della famigerata legge “Acerbo” che consentì al fascismo di andare al potere senza alcuna opposizione parlamentare.

lunedì 24 marzo 2014

PRESENTAZIONE LIBRO “CLUB BILDERBERG. GLI UOMINI CHE COMANDANO IL MONDO”


PRESENTAZIONE LIBRO
“CLUB BILDERBERG. GLI UOMINI CHE COMANDANO IL MONDO”

Sabato 29 marzo alle ore 17.00 presso la BiblioTrulloteca in via Monte delle Capre 23 l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione Trullo-Magliana “Franco Bartolini” di Roma presenterà il libro:

“CLUB BILDERBERG.” Gli uomini che comandano il mondo di Domenico Moro, Aliberti 2013.

Ne discutiamo con l’autore Domenico Moro. Introduce Gabriella Pandinu della sezione Trullo-Magliana.

Non sono pochi i premier e i banchieri centrali che, prima di diventare tali, sono entrati a far parte del Bilderberg o della Trilaterale. Tra questi, Draghi e Monti. L'esistenza di queste organizzazioni pone questioni decisive come quella del controllo democratico sui processi decisionali pubblici. È possibile gestire le sfide della mondializzazione con forme di coordinamento composte da élites ristrettissime? Élites selezionate solo in virtù della propria enorme ricchezza, che appartengono a pochi Paesi, non sono elette da nessuno né delegate da alcuna autorità pubblica, agiscono in modo segreto e sono ispirate al dogma del mercato autoregolato. Le recenti vicende dell'euro dimostrano quanto una gestione affidata a ristrette élites mercatistiche sia portatrice di caos. L'obiettivo di questo libro è analizzare l'organizzazione internazionale delle élites transnazionali, le basi economiche del loro potere, gli orientamenti e i modi attraverso i quali riescono a influenzare gli altri livelli di potere, a partire dagli Stati-nazione.

Domenico Moro è nato a Roma nel 1964. È laureato in sociologia. Collabora con quotidiani e riviste nazionali ed è autore di diversi volumi di carattere economico, politico e militare. Negli ultimi anni ha pubblicato il Nuovo Compendio del Capitale.

ODIO GLI INDIFFERENTI SONO PARTIGIANO



Assistiamo ormai da troppo tempo ad un ritorno del fascismo e del nazismo non solo in Italia ma in tutta Europa sia nelle sue espressioni di razzismo e xenofobia sia nella messa in atto di azioni squadriste e di violenza ,inoltre numerose sono le prese di posizione da parte di organi e responsabili istituzionali che hanno apertamente rivalutato il fascismo e denigrato la Resistenza spalancando le porte al revisionismo storico ed al negazionismo.
Assistiamo altresì ai numerosi tentativi di revisione e cambiamento della Costituzione ,l'espressione più alta della Resistenza e della Guerra di Liberazione, cambiamenti che in parte già nella sostanza sono avvenuti ed altri che non si sono potuti verificare grazie all'opposizione nostra e dei sinceri democratici ed antifascisti.

Per questo è di fondamentale importanza sostenere l'ANPI , rafforzare la coscienza antifascista e mantenere viva la memoria storica ,tramandarla alle nuove generazioni affinchè la verità sulla dittatura fascista e i suoi orrori dentro e fuori casa nostra ,la verità sull'occupazione nazista in Italia ed in Europa con l'orrore dello sterminio programmato ,sia sempre viva e non sia possibile ingannare gli italiani sulla natura di un passato vergognoso, doloroso e sul quale non sono stati fatti ancore tutti i conti.

domenica 8 dicembre 2013

CS: LA COSTITUZIONE: “CONOSCERLA PER APPLICARLA, CONOSCERLA PER DIFENDERLA”




CS: LA COSTITUZIONE:
“CONOSCERLA PER APPLICARLA, CONOSCERLA PER DIFENDERLA”

Lunedì 16 dicembre alle ore 18.30 presso l’aula magna della Scuola Collodi in via Massa Marittima 1 l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione Trullo-Magliana “Franco Bartolini” di Roma terrà  un incontro sulla Costituzione.

Ne discutiamo con Fabio Marcelli (giurista), Bianca Bracci Torsi (ANPI Roma), Corrado Oddi (Coord. Romano Acqua Pubblica), Christian De Nicola (Fiom Roma Nord), Roberto Villani (Coord. Scuole Roma), Paolo De Prai (Ass. 31 Ottobre).

La difesa della Costituzione e la sua piena applicazione rappresentano  oggi più che mai uno dei compiti più importanti per ridare dignità al nostro paese e risolvere la crisi sociale. Ribadiamo pertanto la nostra posizione di netta contrarietà ad ogni modifica dell'art.138 della Costituzione ,come alle progettate riforme ove non fossero in coerenza con i principi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda. Netta è anche la contrarietà ai comitati dei "Saggi" costituiti all'esterno del Parlamento.
In questo attacco alla Costituzione ha trovato spazio un'intensa campagna di revisionismo storico  e di  denigrazione della Resistenza portato avanti non solo da organizzazioni esplicitamente fasciste ma anche da esponenti istituzionali di una destra ormai dai caratteri esplicitamente eversivi attraverso tutta una serie di dichiarazioni ed iniziative tese a riabilitare il fascismo  ed  è in questo clima che stanno  crescendo  le aggressioni squadriste  in parecchie  città d'Italia.
Per la difesa della Costituzione ha rilevante importanza la memoria storica perchè senza conoscenza e consapevolezza di quella che fu il regime fascista, l'occupazione nazista e la lotta di liberazione diventa praticabile non solo lo stravolgimento della storia ma di conseguenza anche quello della Carta Costituzionale.

venerdì 8 novembre 2013

Partigiani della Costituzione



Partigiani della Costituzione

L’Associazione nazionale partigiani d’Italia chiama tutti i cittadini democratici a mobilitarsi e a protestare in tutti i modi possibili contro lo stravolgimento della Carta Costituzionale.

Un parlamento di nominati (con il sistema elettorale  detto “porcellum”) vuole stravolgere la Costituzione sia attraverso una commissione di altrettanti 40 nominati (già 5 di loro sono stati indagati per reati vari) sia scardinando l’articolo 138 della Costituzione. La modifica di tale articolo non è un atto ordinario: rappresenta la demolizione del cardine della nostra Costituzione così come è stata pensata dai costituenti dopo la lotta di liberazione dal nazifascismo.

La Carta Costituzionale  nata dalla Resistenza si fonda su tre pilastri:
·        Lavoro, quando oggi esso è negato, precario o sotto pagato
·        Democrazia, vista sempre più come un costo
·    Laicità, quando i diritti civili sono negati e i privilegi alla Chiesa Cattolica sono quotidiani

Difendere la Costituzione significa mantenere intatti questi principi che sono la base della società !

Attuare la Costituzione significa mobilitarsi affinché questi principi vengano applicati in quanto unica garanzia contro lo sfruttamento .

Difendere e attuare la Costituzione significa impedire la distruzione di quanto si è conquistato  negli ultimi 67 anni di democrazia, di diritti  per il lavoro e  di diritti civili ,tutte cose che oggi ci vengono tolte facendoci regredire ad uno stato di pura sudditanza.
 
L'ANPI non ci sta a queste modifiche perchè sono dannose in quanto aprono la strada al cambiamento della forma di Stato e di Governo in funzione degli interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali. L’unica parola che definisce una simile forzatura è golpe bianco; un cambio di regime dall’alto, che avviene alle spalle e sulla testa del paese.


LA COSTITUZIONE VA APLLICATA NON CAMBIATA!

sabato 5 ottobre 2013

LETTERA APERTA SULLA MANIFESTAZIONE “ COSTITUZIONE VIA MAESTRA

LETTERA APERTA SULLA MANIFESTAZIONE “ COSTITUZIONE VIA MAESTRA “

Alla Segreteria Nazionale
Al Comitato Nazionale ANPI
Al Comitato Provinciale Roma e sue sezioni

Apprendiamo con enorme dispiacere della decisione presa dalla Segreteria Nazionale dell'ANPI di non aderire alla manifestazione “ Costituzione via maestra “ indetta per sabato 12 ottobre a Roma in difesa ed applicazione della Costituzione. Non comprendiamo i motivi di una tale decisione e siamo turbati nel constatare che questa decisione sia stata presa da un organismo esecutivo come quello della Segreteria Nazionale e non da un organismo politico come il Comitato Nazionale, un fatto che a nostro avviso rappresenta un stravolgimento dei ruoli degli organi della nostra Associazione.


Non comprendiamo soprattutto il motivo non essendoci contraddizione tra gli obbiettivi che si pone l' ANPI e quelli che pone l'appello per la manifestazione, come viene anche ribadito nel comunicato della Segreteria Nazionale.


Nel discorso del nostro presidente, Carlo Smuraglia, tenuto il 2 giugno a Bologna si afferma la netta opposizione a radicali cambiamenti della Costituzione, la netta opposizione ad ogni ipotesi di presidenzialismo, una ferma contrarietà ad ogni modifica legislativa o di fatto dell'art.138, l'inopportunità del ricorso ad appoggi esterni come il Comitato dei saggi, la mancanza di quei provvedimenti decisivi per il lavoro e lo sviluppo del Paese, le preoccupazioni per le modifiche ai titoli 1,2,3 e 5 .


Non si affermano forse gli stessi principi nell'appello dei promotori della manifestazione del 12?

Non si afferma forse che la politica del nostro paese deve essere orientata dalla Costituzione, che essa non può essere cambiata, a partire dall'articolo 1 che pone il lavoro alla base della vita del nostro Paese, non si pongono come irrinunciabili i valori dell'uguaglianza e della giustizia sociale secondo la proclamazione dell'art.3 e quelli della dignità e dei diritti fondamentali delle persone proclamate dall'art.2, non si afferma forse la contrarietà alla modifica dell'art.138 e al presidenzialismo punta d'iceberg di uno stravolgimento del nostro sistema istituzionale in senso efficientistico-aziendalistico-autoritario?


Non ci convince poi quel ”Non possiamo aderire a iniziative che, pur legittime, prospettano piattaforme politiche programmatiche“ col quale si esprime il timore di equivoci e strumentalizzazioni non già da parte di una formazione politica bensì della possibilità ipotetica che essa si possa formare. Ma la difesa ed attuazione della Costituzione non rappresenta una piattaforma politica?


Il comunicato della Segreteria Nazionale ci invita inoltre “a coinvolgere tutti i cittadini e non solo una parte di essi, a mobilitarsi per informare, chiarire, discutere, con tutti sulle tematiche dei progetti di riforma della Costituzione su cui si stanno impegnando Governo e Parlamento.” E quale migliore occasione quella che vedrà sfilare in corteo decine di migliaia di persone sabato 12 ottobre? Non sono anche loro cittadini? Quindi se dobbiamo rivolgerci a tutti dovremmo essere al loro fianco, oppure il nostro lavoro deve riguardare solo una parte, solo quella che non sarà presente?

Ci viene chiesto di promuovere e partecipare attivamente a tutte le iniziative in difesa della Costituzione contro ogni attacco, da qualunque parte provenga e poi si decide di non partecipare ad una grande manifestazione proprio sul quel tema? Non riusciamo a comprendere la logica di questi ragionamenti.


Il 12 ottobre saremo in piazza ma saremmo stati orgogliosi di andarci con il nostro striscione e le nostre bandiere insieme a quel popolo che crede e si batte per quei valori scaturiti dalla Resistenza senza timore di subire strumentalizzazioni, in quanto forti e consapevoli della nostra autonomia e per affermare che la Costituzione non solo non si tocca ma va rispettata e applicata poiché già nei fatti sta cambiando l'assetto istituzionale con l'introduzione del pareggio di bilancio, con la demolizione del contratto collettivo di lavoro, col sempre più difficile compito di far rispettare il divieto di ricostituzione del partito fascista e l'applicazione del reato di apologia .Fino a quando dovremo assistere a tragiche vicende come quella di centinaia di migranti morti e dispersi nel mare di Lampedusa la cui terribile responsabilità sta in chi in spregio alla Costituzione autorizza la partecipazione in maniera più o meno diretta alle varie guerre e considera queste ancora come strumento di risoluzione delle crisi internazionali?


E' per tutto questo che ci preme invitare il Comitato Nazionale a riflettere, a considerare la situazione di malessere all'interno della nostra Associazione, a riconsiderare la decisione della Segreteria e a dare la sua adesione convinta, partecipata e consapevole alla manifestazione del 12 .


-- Sezione ANPI Franco Bartolini
Trullo-Magliana
sez.anpi.bartolini@gmail.com
www.anpitrullo.blogspot.com
FB: anpi trullo-magliana

PRESENTAZIONE LIBRO “FRANCESCO MORANINO. IL COMANDANTE GEMISTO”





CS: PRESENTAZIONE LIBRO
“FRANCESCO MORANINO. IL COMANDANTE GEMISTO”

Venerdi 11 ottobre alle ore 18.30 presso la BiblioTrulloteca in via Monte delle Capre 23 l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione Trullo-Magliana “Franco Bartolini” di Roma presenterà il libro:

"FRANCESCO MORANINO. IL COMANDANTE GEMISTO" un processo alla resistenza di Massimo Recchioni, Derive Approdi 2013.

Ne discutiamo con l’autore insieme alla scrittrice e membro del Comitato Nazionale Anpi Lidia Menapace e a Simona Moranino figlia di Francesco Moranino. Introduce Claudio Simbolotti del direttivo della sezione Trullo-Magliana.

La storia del processo al partigiano Francesco Moranino, il comandante «Gemisto», primo parlamentare della storia della Repubblica a subire l’autorizzazione a procedere e all’arresto. Come in molti altri casi, Moranino fu indagato per fatti accaduti durante la guerra di Liberazione solo dopo le elezioni dell’aprile del 1948 che segnarono la sconfitta del Fronte Popolare delle sinistre. Alla fine del processo – istruito e dibattuto da pubblici ministeri e giudici che avevano operato durante il regime fascista – venne condannato all’ergastolo per omicidio plurimo. Per evitare di scontare la condanna dovette espatriare in Cecoslovacchia da dove prese il via la sua straordinaria esperienza di militante comunista internazionalista tra Praga, Berlino Est, Budapest, Cuba, Bucarest.
Il libro di Recchioni contestualizza storicamente gli eventi che furono alla base della condanna di Moranino, inserendoli nel complesso contesto politico della Guerra fredda, spiegando come quella vicenda processuale fosse in realtà la metafora di un processo giudiziario molto più generale che mirava alla criminalizzazione della componente maggioritaria comunista della Resistenza, oltre che a minare la forza organizzativa e la grande autorevolezza di cui il Partito comunista godeva presso ampi strati popolari. Il lavoro di Recchioni – che poggia su una ricchissima documentazione testimoniale recente e inedita di ex partigiani, sugli archivi dei familiari di Moranino, oltre che sui verbali delle sedute parlamentari, materiali processuali e iconografici – è un importante contributo alla ricostruzione storica del nostro travagliato Secondo dopoguerra.

Il libro si avvale delle preziose prefazioni di Alessandra Kersevan, Lidia Menapace e Pietro Ingrao.

Massimo Recchioni (1959) è il principale promotore della Sezione ceca dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Si dedica ad attività politiche, giornalistiche, socio-culturali e associative. E’ anche autore di “Il tenente Alvaro. La Volanta Rossa” e di “Ultimi fuochi di Resistenza” sempre editi da DeriveApprodi.

lunedì 20 maggio 2013

UNA MATTINA MI SON SVEGLIATO...

Sabato 18 c.m. c'è stata una massiccia  e decisa mobilitazione contro i fascisti di Casa Pound calati al Trullo per farla da padroni dopo lo scorno subito la settimana passata quando  se ne sono andati con la coda fra le gambe .
Ci aspettavamo  una loro provocazione   e pertanto  fin dal mattino presto il quartire veniva  presidiato da decine di compagni  impegnati in un volantinaggio e intorno alle 9.30 infatti i novelli fascisti hanno  cominciato ad arrivare alla spicciolata ,la quasi totalità da altre parti di Roma, e spalleggiati da atttivisti e candidati del PdL e  messisi al sicuro dietro   uno schieramento di carabinieri se ne  raggruppavano una trentina ,di questi   solo quattro o cinque  del Trullo e Monte Cucco .Questo manipolo di boriosi  squadristi racimolati all'occasione era guidato dal Consigliere del  PDL  e candidato al Comune di Roma  Ugo Cassone il più fascista tra i fascisti  che, gettatosi addosso allo schieramento dei carabinieri per consegnarsi alla loro presa  ( che disgrazia  se  si fosse aperta una breccia ) ha iniziato a vomitare insulti e provocazioni, mentre alcuni facevano il saluto romano, ai molteplici  antifascisti  del quartiere che nel frattempo erano diventati sempre più  numerosi e determinati ed anche,perchè no , diveriti dalla scenegggiata.

Dopo un paio d'ore di vani tentativi di acquistarsi una legittimità , nell'impossibilità di aprire il banchetto e srotolare il vergognoso vessillo , vistisi circondati da  gente del quartiere ,antifascisti e compagni che gli sventolavano sotto il naso la rossa bandiera   la piccola schiera di nostalgici  mazzieri con lo sgurdo al terzo millennio ha pensato bene di andarsene prima di restare sguarniti della protezione fornitagli , loro malgrado,  da carabinieri , guardia di finanza e auto dei vigili urbani .
Nella piazza restituita alla sovranità antifascista e alla serenità di un sabato mattina di mercato , di famiglie con bambini ,di anziani e giovani allegramente chiacchieranti  restava per quasi ancora due ore il presidio a  testimonianza  della solidarietà popolare e della volontà di contrastare  tutti i fascismi e i  razzismi .
Questi figuri del passato inneggiano a Benito e fanno le "vittime" invocando la democrazia che vorrebbero sopprimere , postando lacrimevoli filmati su presunte aggressioni ai loro pseudo banchetti elettorali,dimentichi dei voluminosi dossier che hanno depositati nelle varie procure d'Italia per ben più gravi reati e piangono quando raccolgono tempesta dopo aver seminato vento.

Questi acari del sindaco AleMagno vengono ricompensati per il loro lurido lavoro di provocatori e mazzieri di piazza , in modo che il loro mandante prossimo ,ex primo cittadino dell'urbe, risulti un campione di democrazia  e ,come cani da muta alla caccia al cinghiale, spingono l'elettore destrorso, incerto,qualunquista e scarsamente idealista tra le fauci dell'usato sicuro Neromanno.
La riprova di ciò è stata la demenziale messa in scena recitata al Trullo in cui lo Scassone di turno ,ovvero il candidato del PdL al Comune ,ruba il " palco "ai concorrenti pariolini inamidati e proprietari di Suv  avventori di una Casa che vorremmo ben presto chiusa come quelle serrate dalla Merlin,tanto sempre di lupanari si tratta.
Di contro una" platea "composta  attenta e  lucidamente determinata ha consigliato gli avventori del terzo millennio di non farneticare menzogne e cercare posti più idonei ,consiglierei i cessi, per le loro attività elettorali , in fondo sempre di merda si tratta , e di usare i  loro tirapugni  per  attività  a loro più congeniali e meno rischiose come le pugnette.

Siamo certi che Caterina" la comunista",al secolo Caterina Cicetti .a cui è stata dedicata la piazza centrale del Trullo , nella quale  i fighettini vestiti di Prada e Armani  hanno rievocato ancora una volta  il loro 25 Aprile con il solito fugone ,avrà gradito la presenza viva dell'antifascismo militante valore fondante della Costituzione repubblican

CasaPound intasca il 5x1000 con l'inganno



I “fascisti del Terzo Millennio” da quattro anni incassano il 5x1000, nonostante sia espressamente vietato dalla legge, grazie alla ONLUS di copertura L’Isola delle Tartarughe

CasaPound ha ricevuto 41 mila euro dalla raccolta del 5x1000 del 2010 e il 2011. I “fascisti del Terzo Millennio” parteciperanno anche alle tornate del 2012 e del 2013, anche se non è ancora dato sapere quanto riceveranno. Oltre ai contributi di un migliaio di italiani, CasaPound ha ricevuto anche i 1800 euro “in dote”, ovvero la somma distribuita proporzionalmente per ogni settore dal meccanismo.

Per legge, ai partiti non spetta il 5 per mille. CasaPound è un’associazione di promozione sociale, ma anche un partito politico che si è candidato alle ultime elezioni politiche, alle regionali laziali e ora sta facendo campagna elettorale per Simone Di Stefano, candidato a sindaco di Roma.

Il decreto legislativo 460 del 1997, detto Legge Zamagni dal nome dell’ex presidente dell’Agenzia per le ONLUS, specifica chiaramente che non si considerano in ogni caso ONLUS i partiti e i movimenti politici. Inoltre, nel decreto del Presidente del Consiglio del 23/04/2010 che aggiorna i parametri per l’accesso al 5 per mille e ai suoi sgravi fiscali non è neppure accennata l’inclusione dei partiti fra i destinatari.

CasaPound ha aggirato la norma con uno stratagemma. Nel lungo elenco dei beneficiari del 5 per mille non si trova il nome del gruppo di estrema destra, ma si trova quello della cooperativa ONLUS a responsabilità limitata L’Isola delle tartarughe.

Il codice Ateco a cui è registrata indica “altre attività di intrattenimento e di divertimento”, nello specifico sagre, mostre, animazione di feste e villaggi, ludoteche, marionette, fuochi d’artificio e stand di tiro a segno. Approfondendo, si scopre che L’Isola delle Tartarughe si prende cura degli emarginati, dagli ex degenti di istituti psichiatrici ai tossicodipendenti, raccogliendo fondi tramite la raccolta differenziata, la tutela delle arti, la consegna pacchi e la vendita di pezzi di ricambio per auto. Il tutto con soli due dipendenti.

Inequivocabilmente, il codice fiscale della ONLUS è 09301381001, lo stesso che campeggia nel sito di CasaPound nello spazio in cui si invita a versare il 5x1000.
Tra l'altro, e probabilmente non a caso, la testuggine è uno dei simboli di CasaPound.
Nella scorsa legislatura, i due senatori del PD Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, avevano mostrato in Parlamento come la cooperativa era chiaramente riconducibile a CasaPound dato che l’amministratore unico Paolo Sebastianelli è uno stretto collaboratore del leader dei neofascisti Gianluca Iannone.
dopo che Alemanno aveva regalato un casale all’Isola delle Tartarughe. Anzi un doppio casale, antico e diroccato, con tre ettari di terreno tutto attorno, confinante con la tenuta di Redicicoli, nel cuore del parco della Marcigliana. Al catasto è segnato come foglio 136, particelle 2-6. Il casale, di proprietà del Comune di Roma dal 2000, è stato ottenuto da una compensazione dalla società Porta di Roma.
Il 24 maggio dello scorso anno, davanti all’ingresso del casale, in via Settebagni 531, viene firmato il verbale con cui il vice capo di Gabinetto del Sindaco di Roma, Antonio Lucarelli,
-ex portavoce di FORZA NUOVA nel 2000, finito sui giornali per alcuni sit-in che esaltavano il fascista austriaco Haider e risse contro gli avversari politici- dispone la consegna del bene a un rappresentante del Dipartimento patrimonio e casa del Comune e, contestualmente, affida il suo uso al rappresentante legale della cooperativa “Isola delle tartarughe onlus”, Paolo Sebastianelli.

Sarà solo una coincidenza, ma proprio il 24 maggio scorso Casapound aveva accettato di essere sgomberata dallo stabile occupato di via Val d’Ala. “Abbiamo raggiunto un accordo per sistemare le trenta famiglie occupanti”, spiega lo stesso giorno alla stampa il vicepresidente di Casapound, Andrea Antonini, comunicando la notizia dell’avvenuto sgombero. Un colpo di scena inaspettato, dopo le pesanti dichiarazioni di Iannone di pochi giorni prima: “Non ce ne andremo mai da via Val d’Ala”. Il verbale firmato davanti al cancello di via dei Settebagni, scritto a mano e protocollato, attesta soltanto l’effettivo passaggio di consegne, con tanto di chiave affidata nelle mani dei nuovi custodi. Ma fa riferimento a un atto precedente con cui l’Assessore al patrimonio aveva ratificato la decisione di affidare alla cooperativa due fabbricati e l’area circostante per circa 30.000 metri quadri. Essendo un’ordinanza emanata non dal Gabinetto del Sindaco, essa non compare nel registro degli atti del Comune. Inoltre non vi è traccia nemmeno del progetto di utilizzazione dell’area che l’Isola delle tartarughe avrebbe dovuto predisporre. L’assegnazione è avvenuta, evidentemente, sulla fiducia, con l’unica precisazione che “i manufatti versano in precarie condizioni statiche e di manutenzione” e che quindi sarà “onere della cooperativa sia eseguire le opere di messa in sicurezza, sia provvedere alla custodia dei beni”. Questa vicenda, tutt’altro che cristallina, è stata denunciata anche dai consiglieri comunali del Partito democratico di Roma, che porteranno tutta la questione all’attenzione della Commissione trasparenza del Comune.
“È del tutto evidente” denunciano Ferrante e Della Seta “che la Giunta del Sindaco di Roma Alemanno non può pensare di amministrare il patrimonio capitolino come se fosse una sua proprietà privata. Non solo Alemanno tarda nel restituire alla collettività i beni confiscati alla mafia, ma l’attuale amministrazione ha finora sistematicamente ignorato le richieste di assegnazione provenienti da realtà associative indiscutibilmente ben più meritorie di quella in oggetto”. L’Isola delle Tartarughe è stata iscritta nell’albo del Ministero dello Sviluppo Economico durante l’ultimo governo Berlusconi. È diventata così una ONLUS di diritto e, una volta avanzata la richiesta per entrare nel 5 per mille, è stata automaticamente inclusa senza che l’Agenzia delle Entrate potesse intervenire.
Grazie ai 27.352,61 euro raccolti nel 2011, il doppio dell’anno precedente, CasaPound è al posto 1009 nella classifica delle associazioni più foraggiate, prima del Soccorso degli Alpini, della Fondazione Intesa San Paolo e della Fondazione Teatro la Fenice.

Fonti: HuffingtonPost; RomaCapitale.net.